Vivere
di fotografia. O sarebbe meglio dire “sopravvivere di
fotografia”? I più pessimisti oserebbero un “morire
di fotografia”. Statistiche alla mano, se contiamo le
attività legate alla fotografia che hanno chiuso i
battenti nell’ultimo decennio, forse i pessimisti non
hanno tutti i torti. In realtà la professione del fotografo
e tutte quelle in qualche modo riconducibili all’immagine
hanno subito un’evoluzione che non poteva non lasciare
alle proprie spalle tanti caduti. Come sempre, la selezione
naturale punisce i più lenti e i più stanchi
e premia i più intraprendenti e i più capaci.
Lo spartiacque epocale è costituito dal digitale e
dal suo naturale corollario, internet. Chi ha speso le proprie
energie demonizzando il progresso ha chiuso bottega. Chi,
anche in età professionalmente avanzata, si è
rimesso in discussione oggi riesce ancora a dettare legge
perché ha saputo travasare cultura tradizionale ed
esperienza in un mondo dove ancora regna grassa ignoranza.
Ecco il nocciolo della questione. Questo Speciale vuole essere
uno strumento, a metà tra l’inchiesta e il vademecum,
nelle mani di chi ha talento fotografico e ambisce a trasformarlo
in professione. La prima caratteristica che il “candidato”
deve possedere è la cultura. Crediamo nel ruolo imprescindibile
della formazione e all’argomento abbiamo dedicato tutta
la parte iniziale del nostro lavoro. L’Italia è
ancora carente di strutture pubbliche e private in grado di
accompagnare i giovani fotografi verso l’indirizzo professionale
più naturale, ma qualcosa c’è e fortunatamente
lascia il segno. Abbiamo sondato i tradizionali ambiti di
lavoro per capire come oggi si può essere professionisti
dello scatto, lasciando fuori solo per motivi di spazio i
generi più elitari o specialistici. Le testimonianze
raccolte sono un condensato imperdibile di esperienza e lucidità.
Vivere di fotografia non vuol dire solo ripresa. Molte professioni,
vecchie e nuove, ruotano intorno allo scatto, e non sempre
sono un ripiego, anzi. I nuovi orizzonti creati dal digitale
lasciano enormi spazi alla creatività e alla professionalità,
ma ancora una volta, lo leggerete, è destinato ad andare
avanti solo chi avrà saputo far funzionare cuore e
cervello. Vivere di fotografia vuol dire sapersi presentare,
valorizzare, vendere, ma anche farsi assistere e guidare da
chi ha più esperienza: in ognuna delle pagine che seguono
troverete distillate gocce di sapienza che presto o tardi,
ne siamo certi, torneranno utili a chi avrà tentato
l’ardua ma stimolante strada della fotografia professionale.
Il più sincero “in bocca al lupo” ai fotografi
di domani. |